Ciao Derno! Si è spento il fotografo del rock fiorentinoStroncato da una malattia incurabile, Derno Ricci è deceduto all’Ospedale di Careggi. Memorabili i suoi ritratti di Piero Pelù, Antonio Aiazzi, Steve Lacy, John Lurie e altri protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura.

Girava il mondo per lavoro e viveva da tempo a Il Cairo. Ma di tanto in tanto non resisteva al richiamo della “sua” Firenze, dove tutto era cominciato. E dove tutto è finito, per Derno Ricci, uno dei maggiori fotografi italiani, stroncato da un male incurabile, lunedì 19 ottobre all’Ospedale di Careggi.

Originario di Sansepolcro, in provincia di Arezzo, Derno Ricci ha vissuto per più di trent’anni nel capoluogo toscano, eletto a base dei suoi frequenti viaggi. Attratto dal mondo, dalla natura ma soprattutto dalle persone, ha presto eletto il ritratto a suo terreno preferito.

Davanti al suo obiettivo sono passati musicisti, pittori, attori, scultori, giornalisti galleristi e tantissimi musicisti emergenti. Mai su commissione, sempre a sua insindacabile scelta. A far scattare la molla era a volte un particolare fisico, altre la situazione, oppure l’indole del personaggio. Tra i tanti, Steven Brown dei Tuxedomoon, l’ineffabile Antonio Aiazzi (che ha composto anche la colonna sonora di una recente mostra a Sansepolcro), Steve Lacy con l’inseparabile sax, uno statuario Piero Pelù, e poi i Litfiba prima maniera, Frankie Hi Nrg, Sud Sound System e Articolo 31 ancora in fasce, un distratto Philip Glass e un sornione John Lurie.

Inviato speciale del mensile Frigidaire, Derno Ricci ha pubblicato importanti documentazioni sui Pigmei Babinga della Lobaye. Ha prodotto decine di reportages, dal Mali all’India, dal Congo alla Siria, da Tokyo a New York. E’ stato tra i creatori della rivista Westuff diventata poi Emporio Armani Magazine. Fotografo ufficiale di Linea Verde-RAI 1 con Sandro Vannucci e Gustibus-Rai 3. Per sei anni ha girato per un’Italia sconosciuta e fantastica. E poi, un lavoro a quattro mani con Fosco Maraini e la decisione di trasfersi al Cairo, dove aveva continuanto a lavorare con agenzie pubblicitarie e per il cinema.

Fonte: www.toscanamusiche.it